Le associazioni firmatarie, in una missiva unitaria inviata al ministero, chiedono un periodo transitorio per l’avvio della revisione dei trattori veloci chiesta a gran voce dalla Commissione Europea.
A tal proposito, oltre ad riscontro urgente, viene richiesta la convocazione di un tavolo di confronto con il Ministero per affrontare e risolvere in tempi rapidi le criticità evidenziate, evitando ripercussioni economiche e un possibile “fermo burocratico” dei mezzi agricoli che rischierebbe di bloccare un comparto

“La situazione è grave ma non è seria” è un celebre aforisma coniato dallo scrittore e sceneggiatore italiano Ennio Flaiano, citato il più delle volte per descrivere situazioni inerenti la politica italiana. E anche nel caso relativo alla revisione dei trattori agricoli veloci, l’aforisma in questione risulta particolarmente calzante. Le associazioni di categoria infatti, in una missiva unitaria inviata al ministero, chiedono un periodo transitorio per l’avvio della revisione dei trattori veloci chiesta a gran voce dalla Commissione Europea.
Il problema principale, segnalato dalle associazioni di categoria, riguarda i tempi ristretti previsti dal decreto per consentire agli operatori di adeguarsi sotto il profilo tecnico e organizzativo.
A tal proposito, proprio per segnalare la criticità, le principali organizzazioni del mondo agricolo e agromeccanico hanno inviato una lettera al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per segnalare le criticità legate all’avvio delle revisioni dei trattori agricoli veloci (categoria T-b), chiedendo interventi urgenti per evitare il blocco operativo delle imprese.
La revisione dei trattori veloci richiesta (da anni) dalla commissione europea
La pubblicazione della direttiva Ue che rimarcava la necessità di controlli tecnici – e dunque revisione periodiche obbligatorie – anche per i trattori veloci risale al “lontano” aprile 2014.
Il nostro paese, però, ha recepito la direttiva Ue solo nel maggio 2017 tramite un decreto ministeriale il quale, in particolare, individuava le modalità con cui effettuare i controlli tecnici dei trattori a ruote delle categorie T1b, T2b, T3b, T4b e T5. Sempre seguendo il DM del maggio 2017,inoltre, i controlli sui trattori veloci devono essere eseguiti entro 4 anni dalla data di prima immatricolazione in centri specializzati e, successivamente, ogni 2 anni. Una normativa, questa, che riguarda appunto i trattori veloci. La revisione dei trattori lenti, invece, prevede un inter differente.
La revisione dei trattori veloci però, teoricamente applicabile già dal 2018, in realtà non è mai partita. Tale immobilismo ha esposto l’Italia ad un rischio di una procedura di infrazione da parte della Commissione Ue. Ed è anche per questo motivo che il Governo si è mosso, prevedendo le seguenti scadenze:
- i trattori veloci immatricolati dal primo gennaio 2017 al 31 dicembre 2019 dovranno essere revisionati entro il 30 giugno 2026;
- i trattori veloci immatricolati dal primo gennaio 2020 al 31 dicembre 2022 dovranno essere revisionati entro il 31 dicembre 2026.
Revisione del “nuovo” sì, del vecchio no
Se da un lato però, per paradosso, il governo ha avviato l’iter per revisionare i trattori veloci e più “nuovi”, per i trattori lenti o più vecchi, invece, l’obbligo di revisione obbligatoria è stato rinviato.
L’allarme unitario del mondo agricolo
La missiva, indirizzata al Direttore Generale della Motorizzazione, dott. Gaetano Servedio, è sottoscritta da Confagricoltura, CIA-Agricoltori Italiani, Copagri, CAI Agromec, UNCAI e Federacma – la Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei servizi e commercio macchine agricole, operatrici e da giardinaggio.
Al centro della segnalazione, le difficoltà applicative del decreto del 25 novembre 2025, che ha definito le linee guida per i controlli tecnici sui trattori a ruote con velocità superiore a 40 km/h, mezzi sempre più diffusi e strategici per l’agricoltura moderna e per i processi legati all’Agricoltura 4.0.
Revisione dei trattori veloci: la richiesta di un periodo transitorio
Secondo quanto evidenziato dalle associazioni, dal territorio emergono problemi concreti nell’avvio delle revisioni, dovuti in particolare ai tempi estremamente ristretti previsti dal decreto per consentire agli operatori di adeguarsi sotto il profilo tecnico e organizzativo. A questo. secondo le associazioni, si aggiungono anche le scadenze ravvicinate – come quella del 30 giugno 2026 per i trattori immatricolati tra il 2017 e il 2019 – che rischiano di mettere in difficoltà migliaia di imprese.
Le problematiche segnalate
Le criticità segnalate nella lettera inviata al ministero riguardano diversi livelli operativi. In primo luogo, si registra una forte incertezza da parte dei centri privati autorizzati (ex 870), che, pur avendo in linea teorica i requisiti per effettuare le revisioni, non stanno offrendo il servizio a causa della mancanza di indicazioni chiare e dei dubbi sulla sostenibilità degli investimenti richiesti per le nuove attrezzature.
Parallelamente, molte sedi territoriali della Motorizzazione Civile non accettano ancora le prenotazioni, nonostante le richieste degli operatori, e non risultano attivate ricognizioni per individuare i centri pronti ad adeguarsi. Una situazione che, secondo i firmatari, evidenzia anche la necessità di una formazione specifica del personale tecnico coinvolto.
Rischio di un “fermo burocratico”
Le conseguenze per il comparto dunque, secondo le associazioni di categoria, sono rilevanti. I proprietari dei trattori veloci, spesso mezzi ad alta tecnologia acquistati con importanti investimenti e piani di ammortamento in corso, si trovano nell’impossibilità di adempiere agli obblighi di legge. Il rischio concreto è quello di un vero e proprio “fermo burocratico”, che potrebbe impedire la circolazione su strada e l’utilizzo operativo dei mezzi, con ricadute dirette sull’attività agricola e agromeccanica.
Le richieste al ministero
Per questo, le associazioni chiedono al Ministero un intervento immediato su più fronti. In particolare, sollecitano l’emanazione di indicazioni chiare agli Uffici della Motorizzazione affinché vengano accettate le prenotazioni tramite il modello TT 2100, e l’introduzione di una procedura transitoria che consenta alle imprese, una volta presentata la richiesta di revisione e pagati gli oneri previsti, di continuare a operare fino alla convocazione.
Viene inoltre richiesta una mappatura dei centri privati disponibili o intenzionati ad adeguarsi, così da fornire indicazioni certe agli operatori del settore e rendere effettivamente accessibile il servizio su tutto il territorio nazionale.
Infine, nella lettera si sottolinea la necessità di evitare sanzioni nei confronti degli utenti che, pur avendo adempiuto agli obblighi formali, risultano impossibilitati a effettuare la revisione per cause non dipendenti dalla propria volontà, fino a quando il sistema non sarà pienamente operativo.
Richiesto tavolo di confronto urgente
Le organizzazioni firmatarie chiedono quindi un riscontro urgente e la convocazione di un tavolo di confronto con il Ministero per affrontare e risolvere in tempi rapidi le criticità evidenziate, evitando ripercussioni economiche e operative su un comparto strategico per il Paese.
Titolo: Revisione dei trattori veloci: pantomima all’italiana
Autore: Redazione



