Per migliorare la qualità dei vini è necessario contrastare le proliferazioni di botrite e dei marciumi acidi che seguono. In tal senso interviene Remedier di Gowan Italia, a base di Trichoderma asperellum e Trichoderma gamsii

Tra le diverse soluzioni che guardano al biocontrollo, settore in forte espansione, si evidenzia “Remedier” di Gowan Italia.
Formulato come polvere bagnabile, questo biofungicida contiene due microrganismi differenti, Trichoderma asperellum e Trichoderma gamsii, e per tale ragione può essere impiegato sia nei programmi di difesa sostenibile, sia in quelli di agricoltura biologica. Tra i vantaggi offerti da “Remedier” vanno segnalati gli ottimi profili tossicologico, ambientale e residuale e il breve intervallo di sicurezza di soli tre giorni su tutte le colture.
Contro i patogeni l’azione di “Remedier” si esplica essenzialmente per via antagonistica, competendo con essi per spazi e nutrimento, ma anche attaccandone le pareti cellulari per via enzimatica.
Pertanto, il suo uso è da intendersi esclusivamente in chiave preventiva. Quanto a spettro d’azione, “Remedier” trova luogo contro molteplici patogeni, come per esempio quelli dell’apparato radicale e del colletto delle colture orticole, o contro avversità chiave delle colture frutticole quali Stemphylium vesicarium del pero o cancri rameali delle drupacee.
Uno degli impieghi più preziosi di Gowan Remedier è però su vite, coltura che va difesa da malattie fungine tra loro molto differenti. Per esempio, le sue applicazioni ostacolano l’ingresso nelle piante degli agenti responsabili del Mal dell’esca, i quali penetrano nei tralci attraverso i tagli da potatura o altre ferite di origine meccanica. In seguito, a partire dalla fioritura e fino alla preraccolta, “Remedier” trova impiego contro la Muffa grigia, o Botrytis cinerea.
Queste applicazioni esplicano anche un’azione protettiva contro i marciumi acidi, alterazioni a carico degli acini dovute alle proliferazioni di microrganismi quali Candida, Kloeckera, Saccharomycopsis e Acetobacter. I marciumi acidi sono quindi l’ultimo dei danni che si manifestano a carico dei grappoli, seguendo temporalmente quelli da botrite e da tignole.
Alla raccolta le porzioni di grappolo colpite vanno accuratamente mondate, con i conseguenti aggravi di manodopera, poiché questi marciumi in abbinamento a quelli da botrite conferiscono ai vini odori e sapori che portano alla completa perdita della produzione.
Per la loro prevenzione, “Remedier” si applica su vite alla dose di un chilo per ettaro fino a quattro volte per stagione, a intervalli di 10-15 giorni e avendo cura di bagnare omogeneamente la porzione di chioma in cui sono presenti i grappoli. In tal senso, aiutano i sistemi di allevamento più razionali e le sfogliature primaverili, pratiche grazie alle quali i trattamenti fitosanitari esprimono il massimo della propria efficacia. L’etichetta di “Remedier” appare infine in continuo ampliamento con nuovi impieghi giunti su actinidia, nocciolo e carciofo.
Anche su frumento
In base all’Articolo 53 del Regolamento (CE) 1107/2009, dal 30 marzo al 27 luglio 2026 “Remedier” è stato autorizzato in deroga contro le fusariosi del frumento, tenero e duro. Tre le possibili applicazioni per ciclo colturale, con dosi da uno a due chili per ettaro. La dose superiore va adottata in caso di condizioni particolarmente favorevoli allo sviluppo della malattia, soprattutto quando si tratti di varietà suscettibili.
Titolo: Remedier: poco ma buono
Autore: Redazione



