Il gruppo Bcs depositò i suoi primi brevetti nel 1942 e da allora ha sempre protetto a livello internazionale le sue esclusività tecniche. Ultimo riconoscimento ottenuto in tal senso quello relativo alla trasmissione continua che equipaggia il motocoltivatore Bcs 780 Hy Stargate

In tutti i comparti industriali le aziende hanno a disposizione due strade per fare innovazione. Acquisire i frutti delle ricerche altrui, pagando le relative royalty o comprando componenti finiti, o investire in ricerca e sviluppo strutturando in maniera adeguata gli uffici tecnici. La prima soluzione è tipica delle piccole organizzazioni produttive e delle medie industrie i cui prodotti finali derivano dall’assemblaggio di gruppi funzionali realizzati da terzi.
La seconda, decisamente più impegnativa, è invece abbracciata dai costruttori più strutturati, organizzazioni che per imporsi sul mercato cercano di rendere le proprie produzioni il più possibile originali e uniche mediante soluzioni tutelate per via brevettuale. Un esempio in tal senso Bcs, azienda nata nel 1943 lanciando la prima motofalciatrice meccanica della Storia, il modello “Mf243”. Tale macchina fu subito protetta nei suoi meccanismi più originali e strategici, la testa oscillante e la relativa barra, mediante due specifici brevetti ancora a oggi alla base della falciatrice “622” prodotta dalla Casa lombarda.

Da quel momento la lista dei brevetti depositata da Bcs si è evoluta quasi senza soluzione di continuità, con l’ultimo riconoscimento arrivato a fine Maggio e ancora una volta relativo a un contenuto esclusivo introdotto su una macchina monoasse.
E’ stata infatti riconosciuta l’originalità della trasmissione continua che muove il motocoltivatore “780Hy Stargate”, gruppo peraltro operante in abbinamento alla frizione a dischi multipli in bagno d’olio “PowerSafe” che Bcs aveva a suo tempo protetto con uno specifico brevetto. La frizione, comune a tutti i monoasse facenti capo all’omonima serie opera sia quale elemento di collegamento fra motore e trasmissione, col primo che può essere un Honda serie “Gx390” o un diesel Yanmar serie “L100V”, sia quale elemento di sicurezza nel caso l’operatore perda il controllo della macchina.

In tale frangente la tipologia costruttiva “normalmente aperta” della frizione stacca istantaneamente il collegamento fra motore e trasmissione bloccando contemporaneamente la trazione e la presa di forza della macchina grazie alla presenza di un freno integrato al suo interno.
Non spegne però il motore così da permettere all’operatore di recuperare in tempi brevi il controllo del monoasse e continuare il lavoro. La frizione è inoltre pressoché esente da manutenzione, non è soggetta a surriscaldamenti e assicura una gestione della macchina più confortevole rispetto ai sistemi in auge su altre analoghi mezzi di lavoro.

Come accennato, nel caso di “780Hy Stargate” la sua presenza si abbina poi a una trasmissione idrostatica che permette di slegare il regime di rotazione del motore dalla velocità di avanzamento, spalmando quest’ultima da zero a quasi cinque chilometri/ora senza soluzione di continuità e agendo semplicemente sulla leva “EasyGrip” presente sul manubrio.
Niente inserimenti o disinserimenti manuali quindi e niente scossoni solitamente indotti da tali manovre ma, al contrario, un funzionamento fluido e progressivo che agevola il lavoro minimizzando la fatica. La stessa leva permette anche di invertire il senso di marcia in modo indipendente dalla presa di forza e dai giri del motore così da far sempre lavorare l’attrezzo al regime ritenuto ottimale.
La presa di forza è invece azionata in modo puramente meccanico dal motore, al fine di mantenerne alto il rendimento e le prestazioni.

Così concepito e forte anche di un sistema di blocco del differenziale, “780Hy Stargate” risulta essere un monoasse professionale di alta potenza, nove o dodici cavalli circa a seconda della motorizzazione, fruibile in maniera sempre facile e sicura oltre che dagli agricoltori e dai manutentori del verde anche da eventuali hobby farmer, utenze che si possono anche giovare della possibilità di utilizzare gli attrezzi sia installandoli frontalmente sia posteriormente grazie alla presenza di stegole reversibili.
Possono fare di tutto

I monoasse Bcs possono assolvere a una miriade di lavorazioni semplicemente cambiando le attrezzature installate. Queste ultime a livello agricolo risultano essere costituite da aratri monovomere, voltaorecchio e rotativi groundblaster, assolcatori con e senza retrofresa, frese con o senza rullo di livellamento dei letti di semina, rincalzatori e pacciamatrici.
Per gli ambiti foraggeri sono previste barre falcianti aventi larghezze comprese fra gli 80 e i 210 centimetri mentre le manutenzioni del verde possono essere affrontate con tosaerba mono e bilama, trinciaerba monolama, trinciaerba monorotore a coltelli mobili “BladeRunner” e “RollerBlade”.

Per le manutenzioni aziendali invernali l’offerta spazia dalle lame spazzaneve fisse e a turbina alle spazzolatrici, attrezzature queste ultime fruibili anche effettuare pulizie di marciapiedi, viali, parcheggi o stalle.
Disponibili anche una lama apripista per movimentare ghiaia sabbia o terra, una nutrita serie di pneumatici caratterizzati da dimensioni e fogge diverse e ruote di ferro per far fronte ad attività da svolgersi su terreni molto duri. Comune a tutte le attrezzature le rapidità di montaggio e smontaggio e la possibilità di operare sia frontalmente sia posteriormente grazie alle stegole reversibili. ù
Titolo: Motocoltivatore Bcs 780 Hy Stargate: monoasse professionale di alta potenza
Autore: Redazione



